Il segratorio di Emilia Romagna Meteo aps, Pierluigi Randi, esperto di temporali e fenomeni convettivi estremi nonchè autori di libri come “I grandi inverni in Romagna e province di Bologna e Ferrara” e “Temporali e tornado” ha pubblicato una interessante nota di approfondimento sui violenti temporali associati a impetuose raffiche di vento che hanno interessato l’Emilia orientale, la Romagna e il Veneto giovedì 9 agosto 2017.

al solito, molti media hanno parlato, impropriamente, di tromba d’aria. Qui, Pierluigi Randi ci spiega in modo ironico e divertente ma rigorosamente scientifico di cosa si è trattato e come si formano i Mesoscale Convective system.

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Il caldume da fonderia tedesca è stato respinto verso est dai primi spifferi (essenzialmente in quota) di aria fredda in concomitanza al transito di un fronte nei bassi strati (da sinottica).
Le condizioni in media e bassa troposfera del primo pomeriggio erano particolarmente inclini a sviluppare sistemi del tipo MCS, e la convezione partita in toscana ha dato una mano (sul perché solo consulenze a pagamento, si scherza nè).
Cosa è questo misterioso MCS, acronimo di Manda via il Caldo Scassaballe (si rischerza né, è Mesoscale Convective System)?
Beh, è un sistema temporalesco complesso ed anche un po’ “obeso”, formato da una parte convettiva, una stratiforme, un flusso secco che entra dal settore posteriore rispetto alla direzione di avanzamento, ed un fronte di raffica verso il suolo di aria alquanto densa poiché più fredda.
Il windshear provvede all’innesco di nuove celle convettive.
Al sat è riconoscibile un “core” di norma molto freddo, fino a -70°C (ed oggi ci siamo arrivati), un settore sopravvento dai contorni molto netti con estensione dell’incudine sottovento in caso di forti venti in quota, mentre i moti verticali più intensi provvedono a dare vita agli overshooting top.
Se nell’MCS si formano alcune grosse celle convettive “più indipendenti” la forma può divenire irregolare e più “granulare” (sat IR), con formazione di gravity waves nel top.
Non si escludono “core” più caldi se gli updraft sconfinano in stratosfera.
Una volta che il “ciccione” si forma come conseguenza di convezione profonda egli interagisce reciprocamente con la forzante sinottica (io do una mano a te, tu dai una mano a me).
Cosa serve? In alta quota anomalia di tropopausa (presente); flusso ciclonico divergente, meglio se dai settori WSW-SW-SSW (presente); alle medie quote elevato windshear con intrusione secca (presente); a bassa quota avvezione caldo-umida (presente).
Se è svogliato possono aiutare: un fronte (presente), orografia (presente), boundary convergenti, e via andare.
Provoca: A) Forti piogge (anche abbondanti se trasla lentamente, >50 mm in 24 ore); B) grandine ma essenzialmente nella prima fase; C) forti venti (e oggi ce ne siamo accorti), D) elevata attività elettrica (anche).
Si tratta quindi di un tizio di cui diffidare, poiché sa essere sgarbato.
Gli MCS non sono una novità, ma se faccio trovare davanti a loro una brodaglia fumante e fetida come quella ivi presente essi se ne giovano alquanto ingozzandosi a più non posso, e quando poi rilasciano il “ruttino” sono cavoli.
Siccome già mi sono arrivate una quarantina di false segnalazioni di trombe d’aria, ribadisco: trattasi di downburst prodotto dall’MCS (nel caso odierno wet, ovvero associato a forti precipitazioni); per due note sul fenomeno:

http://www.emiliaromagnameteo.com/forti-venti-con-danni-as…/

Il che non è riduttivo, anzi, un downbusrt da MCS bello esteso come quello odierno, può interessare aree molto vaste con raffiche oltre i 100 km/h (faentino, lughese, forlivese) e danni estesi anche alle infrastrutture, al contrario di una tromba d’aria che è più circoscritta (anche se mediamente fa roteare i venti a velocità superiore).
Ho scritto queste poche righe anche per rendere omaggio al compianto Stefano Gallino, che ebbi l’onore di conoscere e che di MCS era un vero e fine intenditore.