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I MODELLI FISICO MATEMATICI.

I modelli fisico matematici sono una delle grandi conquiste concretizzatesi negli ultimi decenni nel campo delle previsioni e della meteorologia in genere. Computer potentissimi elaborano le osservazioni avvenute in un determinato momento (ad esempio alle ore 00 oppure alle ore 12.00 – sulle carte viene indicato) sulla base di procedimenti già predeterminati tracciando appunto le carte. Ricordiamo che si tratta di calcoli complicatissimi che tengono conto di una infinità di parametri della fisica dell’atmosfera. La precisione di questi calcoli, comunque molto migliorata col passare degli anni e in continuo affinamento, perde attendibilità con l’allontanarsi della validità della carta rispetto al momento dell’osservazione e questo perché le variabili in gioco sono talmente tante che anche un piccolissimo dettaglio a breve (che in sostanza non determina un errore nella previsione) amplia la propria difformità con l’aumentare delle ore e dunque amplifica anche l’errore vero e proprio anche in sede previsionale. Proprio per questi motivi, continuiamo e continueremo sempre a sottolineare come le previsioni vadano seguite giornalmente e soprattutto quelle a lungo termine vanno interpretate come possibile o probabile linea di tendenza ma che necessita di conferme nei giorni successivi.

Analisi al suolo:
Si tratta della classica “carta del tempo” nota alla grande maggioranza delle persone. Quella per intenderci che ci viene proposta dai vari revisori televisivi sui grandi canali nazionali. Essa descrive la pressione al livello del mare e la posizione dei fronti (perturbazioni). La pressione è “ALTA” quando il suo valore supera i 1013 hPa, viceversa è “BASSA” al di sotto di tale limite. Le masse d’aria circolano in senso orario nelle zone di alta pressione e in senso antiorario nelle zone di bassa pressione. In questo modo ci risulta abbastanza semplice capire la zone di provenienza di una determinata massa d’aria.

Analisi a 850 hPa:
L’aria come si sa esercita una determinata pressione: salendo di quota ovviamente essendoci meno aria sopra di noi appare evidente che la pressione che esercita diminuisce con l’aumentare dell’altitudine. La pressione a 850 hPa la si incontra mediamente attorno a 1450 – 1500 metri. Queste carte ci aiutano a capire con precisione esattamente a che quota si trovano 850 hPa e che temperatura si registra in quella determinata quota. L’utilità di queste carte è fondamentale per capire le future avvezioni calde o irruzioni fredde e sono un valido aiuto ( anche se non possono essere l’unico elemento, pena il fallimento della previsione) per la determinazione molto attendibile della quota della neve

Analisi a 500 hPa:
Continuando a salire di quota la pressione continua a scendere. Praticamente tutti i modelli reperibili in rete dispongono delle carte a 500 hPa. Come le “colleghe” a 850 anch’esse ci svelano temperatura e quota dove si registrano i 500 hPa. Più sarà alta la quota necessaria per arrivare a questo valore di pressione e più le masse d’aria saranno calde, viceversa meno in alto si sale e più le masse d’aria saranno fredde. Molto utili per determinare la posizione delle depressioni che spesso è volentieri non corrispondono alle quote inferiori, specie al suolo. Infatti alcuni “guasti” del tempo possono avvenire anche se al suolo abbiamo la canonica alta pressione quando magari in quota troviamo una depressione.

Carte delle precipitazioni:
Sono molto importanti per determinare la posizione delle precipitazioni anche se va detto che, pur essendo parecchio migliorate negli anni non danno estrema affidabilità: basti confrontarle tra loro nei vari modelli e si noterà la scarsa corrispondenza tra loro. Per una buona previsione infatti occorre ovviamente confrontarle tra loro, ma a ancora oggi il colpo d’occhio e l’esperienza del previsore è decisamente fondamentale

Ens Plumen:
Chiamati erroneamente “spaghetti” (in realtà con questo nome si indica un altro tipo di carta) dalla gran parte degli utenti dei siti meteorologici, mettono a confronto il run ufficiale GFS a 850 hPa (indicato in blu con un tratto un pochino più grosso rispetto agli altri) con altre 10 possibilità dello stesso modello, appositamente leggermente perturbate in partenza. Il tutto allo scopo di avere una maggiore attendibilità sulla linea di tendenza generale. La riga rossa grossa indica la media trentennale (e dunque se gli “spaghi” sono sotto o sopra tale linea si comprende se si tratta di una fase più fredda o più calda di quella che la climatologia assegna nel dato periodo). Infine la linea bianca rappresenta la somma algebrica delle 11 possibilità e dunque una media attendibile tra tutte le interpretazioni possibili.


Marco Luca Muratori

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